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Vecchio dilemma: teoria e pratica nei restauri

Vecchio dilemma: teoria e pratica nei restauri - Classic Porsche 911

Chi fa, di solito parla poco. In compenso, chi parla tanto, di solito non fa nulla.
 
Un concetto familiare a tutti, e quanto mai vero nel mondo del restauro delle auto d'epoca. A prestare orecchio alle voci che circolano, in particolare alla classica "chiacchiera tecnica da bar”, quando si parla di restauro sono tutti maestri e sembra tutto facile.

Si fa in fretta a parlare di restauro totale, di revisionare un motore, di metterlo a punto, di rifare l’impianto elettrico ecc. Ma ci rendiamo realmente conto di che lavori si tratti in concreto?
 
Il dilemma è proprio questo: 
 
l’artigiano - o il meccanico che sia - che sa fare il proprio lavoro (nella maggior parte dei casi), vede realmente lo stato dei fatti e sa bene cosa significhi mettere mano alle auto storiche!
 
Il problema è che non hanno voce! In che senso?
 
Gli artigiani, in genere - soprattutto quelli davvero bravi - sono molto più vicini alla figura dell’artista che non a quella di automi programmati per cambiare pezzi.
 
Infatti, hanno acquisito attraverso anni di esperienza, di ingegno, di delusioni, di costanza e creatività, una capacità di risolvere i problemi che non si impara in nessun libro di testo, manuale o corso di formazione che sia.

Come professionisti - e come artisti nel loro genere - solitamente non hanno il dono della comunicazione e del rapporto diretto con gli altri: parlano solo con le automobili!
 
Questi tecnici sanno benissimo come fare il proprio lavoro, ma si trovano in difficoltà a farlo valere, a farlo apprezzare da chi non ha mai preso in mano un cacciavite, a dare valore al proprio operato.
 
Ed ecco che arriva, inmancabile, il solito cliente “sapientone”, che con frasi del tipo:
 
“Basta ripulire lì, riparare là, rifare l’impianto, non ci vuole molto…”
 
... e il gioco è fatto: con una parlantina da marketing, l'incantatore di serpenti di turno ha detto la sua, e purtroppo è quello che ha in mano i soldi.

Dopo tante parole, il “sapientone” dovrebbe essere ben in grado di riconoscere la grandissima capacità dell’artigiano che lavora sulla sua auto, che gli risolve tutti i problemi, permettendogli di ostentare il suo giocattolo in svariate occasioni mondane.
 
E invece... le cose vanno proprio al contrario.
 
Vediamo quindi le due facce della questione, chi fa e chi sa parlare.
 
Purtroppo, nel mondo di ostentazione e di apparenza in cui viviamo oggi, vince quello che sa parlare, che sa essere commerciale.
 
 
Per tutti coloro che hanno realmente provato a mettere mano alla propria auto - e non stiamo dicendo di guardare l’astina dell’olio, rifilare un calcio alla ruota o al massimo cambiare le candele (invertendo poi i cavi dell'alta tensione) - ma pensiamo agli appassionati che hanno provato davvero a sporcarsi le mani in prima persona: 
 
si saranno resi conto che immane lavoro sia un ripristino dei particolari invecchiati di una vettura d’epoca!

Facciamo degli esempi concreti.
 
 
Lattonare una carrozzeria
 
Un lavoro immenso che, se fatto come si deve, richiede interminabili ore di manodopera e una grandissima pazienza per eliminare la ruggine da tutti gli angoli, per proteggere bene la lamiera sana con i prodotti giusti, per ritagliare i pezzi irrimediabilmente arrugginiti, per sagomare una lamiera nella forma giusta da saldare al posto del pezzo eliminato.
 
Poi c'è la preparazione per la verniciatura ecc... 

Lattonare, non vuol dire verniciare sopra la ruggine con una vernice lucida (tanto non si vede). 
 
Sarebbe come se, a casa, si usasse la scopa per spingere lo sporco sotto al tappeto!
 
 
Rifare il motore
 
Non vuol dire cambiare il filtro dell’olio e quello dell’aria, né cambiare le fascette ai tubi esterni, ma vuol dire aprire totalmente il motore, rialesare i cilindri se sono rigati o consumati, cambiare le fasce elastiche oppure i pistoni, rispianare la testata, verificare o rettificare l’albero motore, cambiare le bronzine ecc...

Un lavoro appassionante, ma costoso in termini di pezzi di ricambio e manodopera.
 
 
Fare la messa a punto
 
Come sopra: non è sufficiente cambiare i filtri e la candele, ma bisogna controllare la fase della distribuzione, l’anticipo d’accensione, i cavi dell’alta tensione, il distributore, l’alimentazione, se il serbatoio è pulito, bisogna revisionare i carburatori e tararli con l’analizzatore dei gas di scarico e usare gli strumenti per bilanciare la carburazione sui singoli cilindri.
 
 
Rifare l’impianto elettrico
 
Questo è quello che mi fa ridere più di tutti!
 
Una vecchia auto ha tutti i fili dell’impianto elettrico marci.
 
Vuol dire che, se ne prendo uno a caso e spelo la plastica di protezione, trovo che il filo di rame è di colore verdastro o marrone brunito.

Questo indica che l’umidità dell’aria ha cambiato chimicamente il rame dei fili elettrici di tutta la vettura.
 
Allora, cosa bisogna fare?
 
Bisogna sfilare tutto l’impianto elettrico (si presenta come un "ragnone" dai mille tentacoli) e rifare ramo per ramo tutte le sezioni dei fili elettrici!

Sarebbe come rifare completamente l'impianto elettrico di una casa:
 
è ovvio che il lavoro è analogo!

L’alternativa è un impianto elettrico che assorbe molta corrente, e che fa funzionare sempre male le luci e le varie utenze.
 
Si capisce subito perché “rifare l’impianto elettrico” è un lavoro costosissimo se fatto veramente. Spesso è chiamato così, anche se, in realtà, vengono solo cambiate le lampadine e grattati un po’ i contatti.
 
 
Rifare i freni
 
Altro argomento bellissimo:
 
l’impianto idraulico delle auto d'epoca si deteriora anche se la macchina non si muove, anzi, si danneggia ancora di più a stare ferma.

Bisogna revisionare tutti i pistoncini dei freni, cambiare i tubi in gomma - magari anche quelli in rame - cambiare l'olio (che notoriamente assorbe umidità dall'aria), revisionare la pompa dei freni ecc...
 
Costa molto e andrebbe fatto seriamente e senza risparmiare:
 
ne va della sicurezza, propria e altrui!
 
 
Sospensioni rifatte
 
Con il tempo, soprattutto i silent-block delle articolazioni delle sospensioni, devono essere cambiati e va rifatta la geometria delle sospensioni.
 
Questo significa ammortizzatori nuovi, cuscinetti sostituiti o registrati, gomme in ordine e cerchioni dritti.
 
Quanti hanno eseguito realmente tutti questi lavori?
 
 
Conclusione
  
Non facciamoci ingannare da semplici lavori di ripristino!
  
Tra la teoria e la pratica dei lavori di ripristino di una auto d'epoca c’è di mezzo il mare!
 
Spesso, o si fa un ripristino totale, oppure correre dietro alle riparazioni parziali è uno stillicidio senza fine, sia emotivo che economico, con un risultato finale inaccettabile e nebuloso.
 
L’auto poi non è mai a posto veramente.
 
I soldi necessari per far fare i lavori a terzi sono davvero molti, se si vogliono lavori fatti veramente bene, e non ci sono scorciatoie!
 
 
Alessandro Muscinelli
Riflessioni da garage
Verbania 17 novembre 2010
 
13/03/2016 commenti (2)
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